Gli Autori:
Direttore della ricerca:
Francesco Saverio Coppola
Elaborazione della ricerca:
Salvio Capasso, Olimpia Ferrara (responsabili di ricerca)
Serena Buonomo
Chiara Cannavale
Autilia Cozzolino
Alessandro Panaro (per le notizie e gli approfondimenti sulle tematiche relative alle politiche di sviluppo e di incentivazione)
Francesco Redi
Prefazione:
L’Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, con questo studio, ha analizzato un tema di grande attualità per l’economia meridionale, rappresentato dalle nuove forme del commercio e della distribuzione. Una importante occasione di riflessione su un settore economico che, sebbene non venga sempre evidenziato, è tra i più grandi in Europa
La ricerca ha indagato i diversi fattori alla base della distribuzione moderna evidenziandone l’impatto e le interconnessioni con il territorio: aspetti logistici ed infrastrutturali, normativi, finanziari e reddituali. L’insieme dei temi trattati, che non trovano spesso un sufficiente riscontro nella letteratura, pongono una difficoltà di inquadramento unitario del fenomeno, caratterizzato da rapidi mutamenti, da meccanismi complessi e dalla varietà dei “players” che operano nel mercato. L’analisi dei fattori ha individuato i punti di forza e di debolezza del sistema, nonché le possibili linee di azione relativamente al Mezzogiorno, dove si è ancora lontani dal fenomeno di saturazione del mercato.
I nuovi e variegati canali distributivi comportano, da una parte, una maggiore apertura del mercato, una crescente efficienza ed il contenimento dei prezzi, dall’altra, anche esternalità negative, tra cui, la riduzione dei piccoli esercizi commerciali.
Lo sviluppo della Grande Distribuzione e dei formati innovativi, determina un profondo processo di rigenerazione e di trasformazione degli equilibri economici locali che, tuttavia, possono generare difficoltà di tenuta del sistema commerciale e produttivo tradizionale.
Le diverse componenti della GDO perseguono obiettivi strategici differenti ed i loro investimenti sono correlati alle dinamiche ed alle abitudini di consumo; questo spiega anche le diverse logiche di penetrazione e diffusione dei format commerciali nelle aree del Paese.
La sfida tra i big del commercio moderno e il piccolo dettaglio, che ha contraddistinto negli anni passati soprattutto il Nord-Italia, ha visto la generale affermazione delle catene commerciali organizzate prevalentemente straniere. In parte, il piccolo commercio ha reagito trovando i suoi spazi o all’interno delle catene distributive stesse o nelle fasce alte dell’offerta o nei mercati di nicchia.
La dinamica di sviluppo del commercio, condiziona molto più rispetto al passato le trasformazioni territoriali ed urbanistiche, le abitudini di vita e di consumo dei cittadini interessando un insieme di attori privati e pubblici. Lo studio ha anche analizzato le caratteristiche complesse e delicate della normativa del settore ed il ruolo delle Istituzioni locali, con particolare riferimento alla riforma“Bersani” che, da un lato, ha liberalizzato l’apertura di esercizi di piccola superficie e, dall’altro, ha assegnato alle Regioni la facoltà di regolare lo sviluppo della Grande Distribuzione, in coerenza con i piani di sviluppo urbanistico degli Enti locali. Le Regioni hanno però usufruito di questa opportunità in maniera molto differenziata e con un diverso grado di resistenza al cambiamento.
Con la riforma del Titolo V e l’affermarsi del decentramento amministrativo i soggetti istituzionali sono chiamati ad intervenire con maggiore efficacia per veicolare ed indirizzare le determinanti del cambiamento sul territorio.
La ricerca verifica l’efficacia delle strategie imprenditoriali, la struttura economico-finanziaria delle imprese, il risultato delle politiche di sviluppo inerenti il settore e tutte le altre variabili normative, infrastrutturali, logistiche e territoriali di interesse specifico. Ai dati statistici ed alla letteratura sull’argomento si accompagna uno sforzo di indagine che, attraverso interviste agli attori principali, verifica e rafforza le tesi contenute nel testo e consente di integrare e perfezionare le informazioni quantitative a disposizione.
Un fenomeno interessante osservato riguarda il Mezzogiorno dove si stanno concentrando nuovi investimenti del “retail” da parte di operatori esteri, grandi catene italiane, ma anche aziende locali di media dimensione.
La crescita della distribuzione moderna, accompagnata da un’attenta governance territoriale, può rappresentare un’opportunità per il Mezzogiorno, nella misura in cui si riusciranno a coniugare: qualificazione del sistema economico locale, rigenerazione urbanistica, sviluppo dei servizi per i consumatori, maggiore cooperazione tra il sistema di PMI - commerciali e industriali - e integrazione con le nuove reti distributive.
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